Quando libertà e parità non fanno rima solo con peli sotto le ascelle

Le donne lottano ogni giorno, soprattutto contro la soffocante etichetta che la società impone a ciascuna. Prima dei peli sotto le ascelle, le ragazze, fin dall’adolescenza, si trovano a doversi confrontare con l’aspettativa degli altri, che non si limita solo alla forma del femminile di alcuni nomi di mestiere. Ci sono donne che non assomigliano a Belen e non hanno neppure figli, ma vorrebbero “esistere” nella narrazione comune perché hanno molto da raccontare. Non possiamo soffermarci unicamente sui peli colorati di Miley Cyrus pensando che una donna qualsiasi abbia questo come priorità o possa permettersi di recarsi alle riunioni con le liane sulle gambe senza passare per trasandata. Esistono possibilità che molte donne non hanno, nella vita di tutti i giorni; scelte che, invece, risulta più semplice attuare per chi è famoso. Un ragazzino con le unghie dipinte rischia ancora di essere picchiato a scuola; prima bisogna sconfiggere il bullismo attraverso la prevenzione. La mancata depilazione delle ascelle non è una moda che nasce adesso, già nelle foto degli anni Ottanta dei nostri genitori al mare, le donne avevano i peli sotto le ascelle. La nostra lotta per i diritti non può limitarsi a veicolare esperienze di persone famose. È importante chiedere cosa pensa la donna del paesino che vuole un figlio, ma anche continuare a lavorare e sa che, se fa un bambino, non potrà accedere alla posizione lavorativa desiderata, pur presentando le competenze richieste. Prima di focalizzarci sui peli e i nomi bisogna fornire, in tutto il Paese, il medesimo salario, nidi aziendali, parità di accesso ai ruoli apicali, meno assistenzialismo e più opportunità, un sistema trasparente di selezione in tutti i settori, la possibilità di lavorare da casa per rientrare più rapidamente dopo il parto, per citare qualche esempio. Solo così potremo liberarci dalle opprimenti etichette che ci vengono attribuite ed essere valutate per talento, impegno, affidabilità e capacità, in ogni ambito.
Grazie alle “mie” donne per avere stimolato queste riflessioni.
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