Rendere i nostri figli indipendenti: non è un cartone

Disney + ha deciso di impedire la visualizzazione ai minori di sette anni di alcuni suoi classici come Dumbo, Gli Aristogatti, Peterpan e Robinson nell’isola dei corsari per, leggo, “contenuti razzisti”.

Peter Pan è stato rimosso dalla Toronto Public Library per “stereotipi grotteschi e dialoghi offensivi”. Sei libri di Theodor Seuss Geisel (autore de ll Grinch) non saranno più pubblicati perché “contengono immagini razziste”.

In America alcune attrici hanno dichiarato di aver proibito alle figlie di vedere La Sirenetta, Cenerentola e Biancaneve e i sette nani perché li ritengono cartoni sessisti.

La motivazione risulta, ad esempio, che “Biancaneve non dà esplicito consenso a ricevere il bacio del principe mentre dorme avvelenata”.

E qui emerge una contraddizione perché sono le prime a definirli i loro cartoni preferiti, li hanno visti  da piccole, ma non sono diventate donne succubi dei loro compagni per questo.

La mia migliore amica è cresciuta a pane e Disney, adora La Sirenetta ed è una delle persone più indipendenti che conosca. Per lei indipendenza è, anche, sapere fare tutto in casa, dal cambiare una lampadina al prepararsi da mangiare da sola e questo la rende assolutamente autonoma.

Una scuola americana ha deciso addirittura di rimuovere l’Odissea di Omero dal programma perché accusata di contenere “messaggi di supremazia e colonizzazione dei bianchi”, con hashtag di giubilo dei docenti, come #DisruptTexts.

Gioire perché ci si disfa dei testi ha un sapore vagamente da regime e appare un tantino inquietante…e lo dice una che è tutto fuorché razzista, anzi.

Ricorda la scena dolorosa dei migliaia di libri dati alle fiamme dai miliziani perché considerati “infedeli”.

Impedire ai nostri bambini di leggere libri o guardare cartoni del passato non li renderà uomini e donne più indipendenti e solidali (trovo, tra l’altro, alcune proposte recenti molto più violente), in primo luogo perché questo concetto implica affidare alla televisione il ruolo di “babysitter” che non le dovrebbe appartenere.

Quello che i bambini, a differenza degli adulti, possiedono è la spontaneità e privarli di testi di fama mondiale che trovo, personalmente, arricchenti a livello culturale è un danno che si rischia di fare alle generazioni future già provate dal Covid.

La preoccupazione è che si stia andando oltre l’interesse reale dello sviluppo e crescita culturale del bambino per imporre ai ragazzi decisioni che esulano dall’obiettivo.

A mio figlio leggo e continuerò a leggere Dumbo e La Sirenetta, se lui me li chiederà, così come proseguirò nel trasmettergli l’importanza della libertà di essere ciò che si è, in quanto la sensibilità costituisce un valore aggiunto e non un limite, anche per un uomo. Privarlo di questa libertà significherebbe renderlo fin da piccolo una persona carica di stereotipi e limitata dal giudizio esterno, incapace di decidere.

E comunque il finale di Dumbo non è affatto diseducativo; i nostri figli cresceranno nel mondo reale, che è duro, e devono imparare a cogliere nella diversità il proprio punto di forza, anche quando verranno giudicati.

Nostro compito è affiancarli per un’adeguata comprensione, perché la realtà, spesso, è cruda e non si può cancellare con una gomma.

Un abbraccio a tutti i genitori che ogni giorno si impegnano a farlo, con i propri mezzi e nonostante i propri limiti.

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