Sogni e resilienza.

Cosa significa fermarsi a raccogliere i frutti del proprio lavoro e tirare il fiato?
Che profumo hanno i sogni quando si realizzano?

Me lo sono spesso chiesta, in questi anni, quando pareva fossi vicina tanto così da toccarli, i miei sogni, ma poi si rivelavano solo illusioni, investimento di tempo e passione a senso unico, l’ennesima porta in faccia.
Mi immaginavo il momento esatto della chiamata, quella chiamata: “Ora tocca a te, ora è il tuo momento. Il tuo modo di essere ci piace, ti mettiamo alla prova”.
Spesso sono stata troppo orgogliosa per andare a chiedere, convinta che, alla fine, se dimostri nei fatti il tuo valore, qualcosa arriverà.
Ecco, quando attendi il tuo momento ferma, tendenzialmente non arriva nulla ?

Ho sempre pensato che bastasse una sola persona a credere in noi per poterci permettere di dare il massimo, ma anche in questo, parzialmente, sbagliavo.
Finché non arriviamo noi a credere in noi stessi, a farci sfruttare meno da chi usa la nostra luce senza riconoscerne il valore, non accade niente.

Nell’ultimo periodo, però, ho avuto quelle vibrazioni tipiche di qualcosa che sta per arrivare.
E infatti è accaduto…questa primavera pubblicherò il mio primo libro.

Ho passato giorni a immaginarmi questo momento di condivisione con voi; la presentazione sarebbe dovuta avvenire il 28 marzo.
Nel frattempo è arrivato il “virus innominabile”, è saltato tutto e ho capito che qualcuno porta sfiga!! A parte gli scherzi, neanche l’innominabile fermerà i miei e vostri sogni!

La cultura e il mondo dell’editoria hanno, in questo momento, bisogno di un grande sostegno da parte di tutti (come il commercio, il turismo, etc.) e un messaggio di speranza lo dobbiamo lanciare, nel segno della responsabilità, ma anche consci della necessità di mantenere quelle forme di condivisione che ci rendono esseri umani.

Ho chiamato ogni tecnico possibile per valutare una soluzione che tuteli la sicurezza e la tranquillità delle persone nel futuro prossimo.

Ho scelto di rinunciare alla data di presentazione del 28, perché la responsabilità e il rispetto dei decreti vengono prima, anche davanti ai sogni che hai atteso per anni.

Penso a quanto dev’essere stato bello, per gli scrittori prima di me, potere fare un incontro dietro l’altro, a contatto con il pubblico, nella tranquillità e bellezza della condivisione, senza doversi preoccupare di avere troppe persone in sala!

Penso e spero che questo momento possa arrivare, anche se dovessimo stare, ad aprile, a distanza di un metro.

Qualora non potesse, farò in modo che le mie parole vi raggiungano comunque, perché le parole non hanno barriere, non hanno catene.

Neppure questo maledetto virus potrò fermare il nostro senso di comunità, la nostra voglia di viaggiare, i nostri sogni,

le nostre parole.

Photo: Francesca Moncullo.

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