Take a risk

Take a risk
Abbiamo una grande responsabilità che va oltre la nostra esistenza come singoli, la semplice dialettica, gli interventi egoriferiti. Si chiama cambiamento e parte da piccoli gesti e fa ancora molta paura, come la purezza, la trasparenza di chi cerca la propria strada con le proprie forze e, a volte, viene attaccato o sminuito.
Possiamo parlare per distruggere, criticare oppure unire, creare reti e valorizzare gli altri e il loro talento.
Ci vuole molta passione per trovare la propria strada; a volte l’attesa sembra infinita, subentra l’ansia, ma resta la fede.
Risulta necessario incoraggiare i giovani e le donne a credere in se stessi, a chiedere e pretendere spazi in cui il lavoro e la maternità possano convivere, perché una donna realizzata è una donna felice.
Il mondo cerca spesso di farci sentire inadeguati. Di fronte a questo possiamo reagire con rabbia e chiuderci in noi stessi o usare quella rabbia come la “benzina” del nostro cambiamento. Quando riversiamo la nostra fiducia in un giovane, non è mai tempo perso: stiamo investendo nel futuro.
La nostra forza è data dall’amore della nostra famiglia che ci ha sostenuto anche nei momenti di maggiore incertezza e dalla quale non abbiamo mai dovuto proteggerci.
Ogni cosa che facciamo ha un senso, l’importante è trovare il nostro. Guardare negli occhi le persone, cogliere le loro emozioni, ascoltare le loro storie non è mai tempo perso.
Ogni storia ci rende ciò che siamo e il modo in cui affrontiamo le sconfitte e le cadute aiuta a comprendere se abbiamo imparato da esse o se dobbiamo rimanere “in panchina” un altro giro, per imparare ancora.
L’importante è farsi trovare pronti quando la ruota girerà.
Non importa dopo quanti anni: quel momento sarà per noi.
Ciò che eravamo non è più, ma ogni singola esperienza ci ha aiutato a essere ciò che siamo.

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