Benedetto Martucci: “Avevo un sogno: far lavorare mio figlio, con la Sindrome di Down”

Benedetto Martucci: “Avevo un sogno: far lavorare mio figlio, con la Sindrome di Down”

Conosco Benedetto Martucci e la sua associazione teatrale “La Compagnia dei Genitori Scatenati”, che coinvolge ragazzi con disabilità, da oltre dieci anni.

Avevo 20 anni, ero al tavolo di un baretto vicino al centro di Udine a mangiare un dolce (tanto per cambiare, si sa che ai dolci non dico mai di no) e lui iniziò a parlarmi. Sulle prime rimasi un po’ interdetta, non sapevo nulla di lui e della sua realtà. Mi raccontò con dovizia di particolari cosa faceva, dell’amore per suo figlio, della voglia di realizzare progetti, tanti progetti nuovi.

Li invitai in una trasmissione che stavo conducendo al tempo e rimasi stupefatta dalla loro esibizione. Un balletto meraviglioso. Quale disabilità, quali limiti! Ero ammaliata. Le emozioni, quelle vere, non si possono controllare. Non esiste nessuna reazione che sia uguale per ogni persona e ogni contesto, se è reale. Ecco perché, oggi come allora, mi emoziona vedere Federico, il figlio di Benedetto, quando prepara le sue crostate. E non perché ha la Sindrome di Down, ma perché percepisco nei suoi occhi l’entusiasmo di chi sente davvero ciò che sta facendo.

Nella vita ho imparato a distinguere le persone dai personaggi, ad avvicinarmi solo a chi sa donare se stesso totalmente. Il bello dei ragazzi e ragazze come Federico, il dettaglio che li rende così speciali, è proprio che non ti diranno mai qualcosa per farti piacere. Ti daranno la loro visione delle cose. Il loro pensiero, semplice e immediato.

Stare con loro è un po’ tornare bambini e puoi farlo solo se ti liberi dalle maschere e sovrastrutture.

Ho realizzato questa intervista la scorsa primavera e per la prima volta la pubblico oggi perché messaggi come questo non hanno una scadenza.

Federico, completati gli studi all’Istituto Alberghiero Stringher di Udine, sognava di diventare chef, aprire un albergo oppure un ristorante.

Molto probabilmente, senza la tenacia di suo padre, non avrebbe avuto la possibilità di alzarsi la mattina così felice di fare ciò che ama: cucinare.

Il ristorante “Al Benzachi” è nato così, il 14 luglio 2014, con sede prima a Zugliano, poi l’attività si è spostata a Udine.

Auguro tanta fortuna a questa famiglia: a Benedetto che, come me, ha per la testa sempre mille idee (non per niente, come ripete quando mi vede, è anche lui del segno dell’Acquario;-)), a Federico, alla sua mamma e a sua sorella Lucia.

Solo chi sogna può cambiare il mondo. Un passo alla volta.

 

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