Chiara Besana (Tgcom24): i like sui social non sono sinonimo di competenza

Chiara Besana (Tgcom24): i like sui social non sono sinonimo di competenza

Per trasmettere ciò che fai ci devi credere. E’ questo che mi ha colpito di Chiara Besana, mamma, giornalista, scrittrice, conduttrice, blogger. Inarrestabile, con la mente sempre in movimento verso nuovi progetti. Con la tenacia di chi, nonostante gli ostacoli, non si arrende. Di Chiara ho apprezzato fin da subito la schiettezza. Riuscire a esprimere i propri sentimenti, difficoltà, ostacoli, frustrazioni senza paura e senza maschere non è semplice. Essere se stessi, per chi lavora in televisione e nel mondo della comunicazione, un settore indubbiamente molto competitivo, spesso neppure conviene. Chi ci riesce, chi non ha paura di andare controcorrente dimostra carattere. E, a certi livelli, non è da tutti. Dall’intervista capirete perché:

  • Ciao Chiara e grazie per la tua disponibilità a farti intervistare. Raccontaci come nasce la tua passione per la comunicazione e il giornalismo.

Chiara: Ho sempre amato la scrittura sin da bambina. A sei anni vinsi un concorso letterario nella mia scuola con una poesia sulla primavera, al liceo iniziai a scrivere per il giornale dell’Istituto dove studiavo e poi tutto è venuto da sé grazie all’amore per i libri che la mia famiglia mi ha da sempre trasmesso. Sono cresciuta con il mito del giornalismo, mi sono innamorata di questa professione guardando in tv Clark Gable in 10 in Amore e leggendo sin da giovanissima i libri di Oriana Fallaci e Indro Montanelli.

  • Sei mamma della piccola Sofia Aurora, oggi sei anni. Come riesci a conciliare la tua professione con la maternità? 

Chiara: Come ogni donna che lavora e ha un figlio… correndo! Scherzi a parte, per me è fondamentale essere una mamma e una moglie presente. Mi piace essere a casa quando torna da scuola, seguirla nei compiti e ritagliarmi dei momenti di svago con lei per stare insieme, respirare il suo modo unico di vedere la vita, di fantasticare e immaginare, è una grande fonte di ispirazione per me nonché motore delle mie giornate. Certo non è sempre facile ma è la mia gioia e la mia spinta a fare sempre meglio sia come donna che come giornalista.

  • Tra le cose che abbiamo in comune, il fatto che tu sia stata la prima della tua compagnia a sposarsi e scegliere la chiesa perché in tale rito hai sempre creduto molto. Credi che si stia perdendo il legame con questo sacramento?       

Chiara: Sì anche io mi sono sposata molto giovane rispetto all’età media di oggigiorno. L’ho fatto perché io e mio marito eravamo legati da un sentimento molto forte che durava già da quasi dieci anni. A spingerci a farlo l’amore e la convinzione di voler creare una famiglia. Essendo entrambi credenti abbiamo ovviamente deciso di celebrarlo in chiesa e il tutto ha assunto un valore profondo. Lo rifarei domani! Sicuramente oggi ci sono più coppie che scelgono di sposarsi con una cerimonia civile, ma rispetto di più questa scelta che quella di tanti di farlo in chiesa solo per una maggiore coralità e atmosfera scenografica e non per una reale adesione ai valori cristiani e per fede.

  • Cosa rispondi a chi percepisce il matrimonio solo come un contratto?

Chiara: Che tristezza!

  • Sei una delle più conosciute giornaliste di costume, la prima wedding blogger d’Italia. Quanto ti è stato utile, per farti conoscere, ritagliarti una nicchia?

Chiara: All’inizio sicuramente è stato molto utile, mi ha permesso di essere un punto di riferimento nella comunicazione per professionisti e aziende che in Italia stavano iniziando a conoscere il boom del wedding che ha conquistato il nostro Paese soprattutto in tv e sul web. La fortuna è stata quella di essere la prima. Non è stato cercato, però, è capitato e non avrei mai immaginato che mi sarei occupata di quello. Tuttavia da subito ho voluto dare un taglio legato al lifestyle e al costume, quindi di ampio respiro perché è questo il mondo che sento mio, che ho sempre amato e dove mi muovo. Ora che su diverse testate e soprattutto sul mio sito, che è un vero e proprio magazine di costume, mi occupo di lifestyle a 360 gradi, cerco di non abbandonare comunque quel settore che mi ha fatta conoscere e che ho amato, fatto di persone e di talenti davvero speciali.

  • Cosa ne pensi delle nuove figure nate grazie al web (influencers, youtubers, etc.)?

Chiara: Credo siano il risultato di un cambiamento inevitabile della comunicazione legato ai tempi che non sono più quelli di una volta, così come gli strumenti e i linguaggi. Non sono una di quelle giornaliste che dice no a priori a queste figure, ma esigo da loro, come dalla nostra categoria, professionalità, competenza, serietà e soprattutto onestà. Lo si deve ai lettori e fruitori, lo si deve al mondo stesso. Che la nostra professione dovesse cambiare lo sapevamo già con l’avvento del web e dei social; quello che, però, cerco di dire ogni giorno, con tutte le mie forze è non lasciamoci “strappare di mano” il lavoro più bello del mondo. Loro fanno un lavoro e noi un altro. Possiamo trovare dei punti in comune su cui lavorare basta che però le aziende, gli uffici stampa e noi stessi capiamo che ciò che è da preservare sempre è la notizia, la verità.

Poi, ammettiamolo, come nel giornalismo anche tra queste figure esistono delle eccellenze, delle persone capaci. C’è posto per tutti, basta che non si continui con la confusione che c’è oggi, quando per dare una notizia un ufficio stampa preferisce un influencer ad un giornalista, quando uno youtuber viene chiamato a fare delle interviste….

  • In molte interviste hai ringraziato Paolo Liguori che ti ha dato la possibilità di realizzare un blog sui matrimoni per Tgcom24, da lì la tua carriera ha fatto un balzo in avanti, ma qual è la figura professionale da cui hai imparato di più?

Chiara: Onestamente da tutti coloro che ho incontrato sul mio cammino. Non posso dire di aver avuto un maestro solo. Sono tante le persone che mi hanno arricchita e fatta diventare quella che sono. Persino le esperienze negative sono state fondamentali. E’ un mestiere, il nostro, che si impara ogni giorno, dove non si è mai arrivati. E la nostra più grande fortuna è che quotidianamente ci mettiamo alla prova, ci mettiamo in discussione (o comunque dovremmo), impariamo un nuovo punto di vista, una nuova storia e inevitabilmente ascoltandola la facciamo nostra.

  • Sei molto giovane e hai già all’attivo numerose collaborazioni con testate come Tgcom24, Elle kids, Elle gourmet, Elle sposa. Hai anche condotto trasmissioni, coordinato e partecipato a iniziative culturali, fondato il periodico Oggi Sposi, scritto un romanzo e firmato una capsule collection di abiti. C’è qualcosa che non hai ancora sperimentato?         

Chiara: Tante cose. La mia testa non si ferma mai e soprattutto non smette di sognare.

  • Progetti in cantiere?

Chiara: Il 2018 lo dedicherò a far crescere sempre di più il mio sito www.chiarabesana.it per farlo diventare un punto di riferimento per quanto riguarda il mondo del lifestyle, raccontandolo attraverso le storie dei suoi protagonisti. Mi piacerebbe poi scrivere un nuovo libro. In mente ne ho due da tempo: un romanzo sul mondo di oggi e proprio sui social che potrebbe fornire diversi spunti di riflessione e poi un altro d’interviste legate al tema del merito, del talento e di come, nel mondo di oggi fatto di successi facili, ci siano storie incredibili di persone che sono diventate quello che sono grazie all’impegno, al merito e, certo, anche alla fortuna. Uno spunto di riflessione per i giovani che sembrano non avere più modelli da seguire. Io sono una che nella gavetta crede tanto, tantissimo. L’ho fatta e ritengo che sia difficile andare lontano senza. E infine spero torni presto qualcosa di fisso in tv. Continuo a credere nell’importanza dell’intervista e, oggi come oggi, in tv ce n’è sempre meno.

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