Benedetta Rinaldi, il sorriso di Unomattina: per i miei sogni ho rinunciato alla vita sociale (alla famiglia, invece, no)

Benedetta Rinaldi, il sorriso di Unomattina: per i miei sogni ho rinunciato alla vita sociale (alla famiglia, invece, no)

Si sveglia ogni giorno alle cinque di mattina per dare il buongiorno agli italiani su Rai 1 con Unomattina. Nella vita lotta per essere se stessa difendendo la propria innocenza e ingenuità di fondo. Ha un figlio di due anni di nome Edoardo a cui vorrebbe, in futuro, dare una sorellina o un fratellino perché a lei, essendo figlia unica, un fratello maggiore è mancato. Pensa molto, ama scherzare, è riflessiva, a tratti malinconica.

Benedetta Rinaldi, oltre alla bellezza esteriore, riesce a catalizzare l’attenzione di chi la guarda per la profondità delle sue parole e i suoi valori che l’hanno portata, attraverso una lunga gavetta, all’atteso “salto di qualità”. Senza mai perdere se stessa né rinunciare alla famiglia. “La televisione intelligente è quella che apre la mente, che prova a dare delle risposte a delle domande”, aveva affermato alcuni anni fa nel corso di un’intervista a Sottovoce, programma di Gigi Marzullo.

Non ha mai nascosto di essere credente: “Ho vissuto momenti di sofferenza, oggi vivo un cristianesimo convinto”, ha dichiarato ad Aleteia, il network digitale di condivisione e dialogo su questioni di fede.

Di lei mi ha colpito, tra le altre cose, un elemento: l’umiltà. Non tutti gli artisti e i giornalisti rispondono alle richieste d’intervista. Alcuni hanno, giustamente, una vita molto piena (come noi mamme) e ti fanno attendere un po’. Altri (fortunatamente pochi), invece, non danno riscontri sentendosi, forse, già arrivati. O forse convinti che solo un trafiletto su un giornale di gossip possa garantire loro la giusta visibilità.

Benedetta invece no. Tra la sveglia mattutina all’alba e il suo “nano” (soprannome del piccolo Edoardo) trova il tempo non solo di scriverti, ma anche di chiedere scusa per il ritardo. E per me è questo il segreto di un successo duraturo: mai dimenticarsi da dove si è partiti, le fatiche fatte, il pubblico, mai perdere se stessi. Quindi un grande “viva il lupo” per Benedetta ed ecco, di seguito, la sua intervista:

  • Che mestiere avresti voluto fare da piccola? 

Benedetta: Mi sarebbe piaciuto diventare archeologa.

  • Consiglieresti il medesimo lavoro a tuo figlio?

Benedetta: Consiglierei a mio figlio di seguire la sua strada. Ovviamente se vorrà fare come mamma, i consigli si sprecheranno.

  • Quali ritieni siano le principali problematiche per chi opera nel settore al momento attuale? 

Benedetta: Quelle che purtroppo affliggono i giovani italiani negli ultimi anni. Precarietà lavorativa, futuro personale incerto, stipendi non sempre adeguati al lavoro svolto, troppa poca meritocrazia.

  • Com’è cambiato il giornalismo con l’avvento dei social?

Benedetta: Se da un lato si ha più possibilità di esprimersi, dall’altra si ha meno possibilità di essere ascoltati o verificati. Non tutto ciò che si scrive è Vangelo. Non tutti hanno il tempo di controllare se ciò che diffondiamo con un like o con un tweet ha dignità di notizia.

  • C’è stato un momento, nel tuo percorso professionale, in cui la delusione o la frustrazione stava per prendere il sopravvento sull’entusiasmo?

Benedetta: Sì. Una volta sola in realtà. L’estate scorsa. Prima della “chiamata” a La Vita in Diretta Estate e poi subito dopo a Unomattina. Lavoro con impegno da quando ho 18 anni. Ho sempre tirato la carretta e fatto la mia gavetta pazientemente. Poi, quando ti senti matura per certi scatti di carriera ma non ti senti giustamente presa in considerazione, lo sconforto ci può stare. Per fortuna il buio è durato poco…

  • Hai avuto un formatore, un modello che ti ha aiutata a diventare quella che sei?

Benedetta: Fare l’elenco nominale delle persone che mi hanno sostenuta con dritte  e continuano a farlo è impossibile. Sono volti e consigli tutti a me cari ed indelebili nella mente. Così come non nomino chi è stato sleale o sgarbato. Per fortuna qui l’elenco è decisamente più corto. Ma tutte e due le categorie meritano un grazie. Mi hanno insegnato che nulla è facile ma nulla è impossibile.

  • Cosa consiglieresti a un ragazzo che vuole percorrere la tua stessa strada?

Benedetta: Avere il coraggio di uscire dal seminato ma imparare prima a seminare. Voglio dire che il coraggio dell’avventura comunicativa richiede fantasia ma ciò non toglie che l’italiano lo devi conoscere. E pure l’inglese. E pure le materie che non ti hanno mai appassionato. E devi ascoltare chi apparentemente non ti può insegnare nulla. Insomma: umiltà e preparazione culturale. Poi via libera alla ricerca del proprio cammino.

  • Riesci a mantenere un certo distacco dalle notizie di cui parli o c’è qualche storia che ti ha coinvolta e commossa in modo particolare?

Benedetta: Da quando sono mamma, il disagio dei bambini, la cronaca nera che purtroppo li riguarda in alcuni casi, le malattie dei più piccoli, sono una pugnalata al cuore e un contorcersi di stomaco.

  • Che ragazza e giornalista era Benedetta agli inizi della sua carriera?

Benedetta: Ero senz’altro più ingenua perché tutto era una scoperta. Era una prova di esperienza di vita. Quando tutto si è fatto più serio e concreto, sono arrivate anche più preoccupazioni. Ma è la vita che è così. Da bimbi giocare è un mestiere, da adulti invece diventa uno svago e basta. Siamo tutti tremendamente più pesanti.

  • Come riesci a conciliare famiglia e lavoro? 

Benedetta: Unomattina è l’inferno dei dormiglioni ma il paradiso delle mamme. Alle 5 suona la sveglia ma alle 12 sono a casa tutta per mio figlio! I copioni li studio dopo che il piccolo va a nanna.

  • Tuo marito come vive i tuoi molteplici impegni professionali (ti alzi molto presto la mattina per condurre “Unomattina”)?

Benedetta: Felice per la mia felicità ma certo fa anche tante rinunce per starmi accanto. Poche cene fuori con gli amici durante la settimana e nessuna cena fuori con me. Zero Natale, zero Capodanno, zero ponti. E fino allo scorso anno, zero vacanze estive. Ci riprendiamo il nostro essere noi durante il weekend e, quando possiamo, trasgrediamo le regole che ci diamo!

  • Sui social si trovano molti commenti positivi nei tuoi confronti. Ritieni, però, che per le donne venga valorizzato in particolare il lato estetico? In altre parole, ti senti dire più spesso che hai delle belle gambe o che sei una brava professionista?

Benedetta: Mi sento dire l’una e l’altra cosa. Mi preoccuperei se fosse solo l’una o l’altra cosa!

  • Esiste l’amicizia nel mondo dello spettacolo?

Benedetta: Esiste l’amicizia fra persone perbene. Possono esserci amici anche nel mondo dello spettacolo.

  • Qual è il collega con cui ti sei trovata meglio e perché?

Benedetta: Posso ritenermi fortunata tutto sommato perché le coppie televisive di cui ho fatto parte non sono mai state da divorzio. Qualcuna è stata però felicissima: con Alessio Zucchini a Unomattina Estate e con Alessandro Greco a Effetto Estate. Ultimo solo per ordine cronologico, Franco Di Mare. Divertirsi a lavoro e durante le pause, farsi battute in continuazione e ridere come due scemi oltre che prendersi cura l’uno dell’altra durante la diretta ha del miracoloso…

  • In futuro con chi ti piacerebbe lavorare e a che progetto?

Benedetta: Se proprio dovessi cambiare, perché con Franco Di Mare va benissimo, sarei curiosa di affiancare Fabrizio Frizzi. Un gran signore a detta di tutti. Sono contenta di averlo rivisto in salute in tv dopo che ci ha lasciati un bel po’ col fiato sospeso.

  • Al momento attuale quanto contano, nella tv italiana, i followers e quanto il curriculum?

Benedetta: Diffido molto del consenso popolare. Perché il popolare, peraltro delegato unicamente al mondo dei social, è spesso di per sé mutevole. Se le cose le sai fare, le sai fare. Punto. Social o no. E a me interessa fare bene. Se i social approvano, ovviamente, tanto meglio!

  • Qual è, secondo te, la notizia dell’anno?

Benedetta: Per la mia sensibilità, il triste destino di Charlie Gard. Sono confluite nella lotta dei suoi genitori per farlo curare e nella inflessibilità della legge inglese ed europea, tutte le forze ancestrali dell’uomo. Si è forzata la mano pesantemente su quello che per me è sacrosanto: il diritto alla vita. In tv ne ho parlato in maniera il più possibile asettica, il dolore per quella morte innocente e le mie idee le ho tenute per me. Ma a volte avrei urlato. In riunione a La Vita in Diretta ho pianto dal nervosismo e dallo sconforto.

  • E la donna dell’anno?

Benedetta: Nutro grande speranza in Melania Trump. La immagino convertire il suo sorriso forzato e i suoi silenzi imbarazzati in una pubblica rivolta, in una reprimenda contro il marito. Vincerà l’Oscar come miglior attrice non protagonista, il Nobel per la pace e la futura presidenza degli Stati Uniti in un colpo solo. Dai Melania!

  • Hai mai dovuto dire dei “no”?

Benedetta: Ho sempre fatto in modo di non dovermi trovare nella condizione di farlo.

  • Cosa ti auguri per l’anno nuovo?

Benedetta: Di fare bene quello che sto già facendo. Come donna, come madre, come lavoratrice. Se possibile, anzi, lo vorrei fare meglio!

 

 

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