La mia trasgressione è la conoscenza

La mia trasgressione è la conoscenza

Ho i miei sogni e non li temo. Vivo per il brivido, ma la mia trasgressione è la conoscenza. Amo sapere, sono molto curiosa. Mi affascina tutto ciò che è lontano da me. Ho una fortissima parte irrazionale che mi spinge a tentare d’inseguire ciò in cui credo senza paura, senza vergogna o soggezione. Perché i miei sogni sono potenti e li conosco, li ho fatti crescere e li ho coltivati con fatica e sudore. Per questo quello che mi guida, in ogni progetto con il quale mi confronto, è l’istinto. Prima del soldo. Deve essere qualcosa che sento mio, vivo, condivido o cerco di capire.

Avrei voluto viaggiare più di quello che ho fatto nella realtà, ma viaggio molto con la testa. La mia testa non ha limiti. Ho provato a volte ad essere diversa. Ma non m’interessa usare maschere, non le ho usate quando mi sarebbero servite per difendermi dall’invidia e dai colpi bassi, perché dovrei farlo adesso?

Ora chi mi sceglie, prende il pacchetto completo. Prende un mio modo di essere a cui non voglio e non posso rinunciare. Per niente e nessuno. Questo non significa che non arriverò ai miei sogni, ma che probabilmente ci arriverò più tardi e con più maturità.

Perché dovrei vergognarmi di chiedere un’intervista a chiunque desideri, ad esempio? Non è la fama che ti rende una persona migliore o peggiore. E’ il tuo sentirti inferiore che ti porta a percepirti come tale.

Lo so, faccio scelte strane. A volte sono sopra le righe, ma bisogna imparare a convivere con il proprio essere. Solo capendo chi sei puoi trovare cosa vuoi.

Io credo che ognuno di noi debba bruciare di passione per qualcosa, qualcosa che possa renderlo migliore. Avere tanti interessi. Volere superare i propri limiti non rimanendo nella propria comfort zone.

Oggi sono felice. Prima lezione di turco via webcam con la mia insegnante Gül, conosciuta tramite un sito di insegnanti privati on line. Il turco, in realtà, non mi serve a nulla, nulla di pratico al momento.

Ma serve alla mia mente per aprirsi di più, mi si aprono un sacco di finestre, corsi futuri, esami..non escludo mai niente nella vita. La maestra mi ha detto che il turco è fratello del giapponese e cugino del finlandese e dell’ungherese e questo mi piace.

Io seguo semplicemente la corrente. Credo che ogni cosa che facciamo nella vita, anche quella che può sembrare agli altri una perdita di tempo, alla lunga possa rivelare il suo perché. Fino ad ora per me è stato così. Quando sento le cose, quando le desidero, ogni cosa trova il suo posto.

Ho una vita normalissima, non bevo, non fumo, ho una famiglia che amo, che ho scelto e ho voluto.

La mia trasgressione è un telefilm in turco, Dolunay, dove si baciano in modo davvero realistico. Dove gli occhi esprimono passione, prima dei corpi perché corpi nudi non se ne vedono.

Me la concederete, no? 😉

E’ uno dei motivi per cui amo i telefilm turchi perché noi, in Italia, siamo sommersi di volgarità in tv.

No, non voglio fare la bigotta, ma il tutto ha anche un po’ stufato. Il mistero, il desiderio, le sensazioni esistono ancora?

L’unica serie tv italiana che mi piace al momento è “Tutto può succedere”. Delle altre non arrivo neanche a vedere una puntata intera perché mi cala la palpebra.

Un’altra cosa che mi ha molto colpito degli attori turchi (che sono bellissimi, soprattutto le donne) è che, sui profili Instagram e sui social in genere, sono sempre vestiti, mai nudi, mai col sedere in bella vista o foto similari.

Non ditemi che piazzare le foto a letto con il proprio compagno o del proprio sedere in bella vista sui social rappresenti una dimostrazione della libertà dell’Occidente perché no, non ci credo.

La libertà è altro. Prima o poi, come in tutte le cose, ci sarà un’inversione di tendenza e torneremo alla sobrietà, un po’ come adesso si fa con le sopracciglia, che tornano “nature”.

Credo che la naturalezza sui social si sia un po’ persa. Troppi filtri. Ma non solo nelle foto. Le persone e le loro storie sono proprio filtrate. Raccontano una vita perfetta, di madri perfette, di sportive perfette, di donne sempre al top. Ma tutto questo non è reale.

Tanto di cappello a chi riesce a venire in foto meglio che nella realtà. Io no. Si vede che non so usare bene i filtri! 🙂 Ma di sicuro per strada mi riconoscerete, con i miei limiti e le mie imperfezioni.

E ci sono parti di me che vedrà solo mio marito.

Ci sono momenti troppo importanti. Mio figlio che mi corre incontro quando vado a prenderlo all’asilo, per esempio. I suoi occhi, le sue espressioni. I miei che si rimpiccioliscono e diventano dolci. Sono istanti miei che, scusatemi, non condividerò. Perché ne sono gelosa, perché sono unici. Sono emozioni.

Perché io ho scelto di stare alla luce del sole, nel mondo della comunicazione e dello spettacolo.

La mia famiglia no. E io, la mia famiglia la rispetto. Non la venderò mai, neanche per fare un programma sulla tv nazionale (anche se è il mio sogno) o per dieci, venti, cento like in più.

Nessun successo vale quanto la mia famiglia.

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